17 Maggio 2021
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PINK FLOYD LIVE AT KNEBWORTH 1990 : 7 GEMME PER UNA BUONA CAUSA

03-05-2021 03:00 - Artisti Internazionali
Il 30 giugno del 1990 alla Knebworth House nell’Hertfordshire, si tiene un concerto di beneficenza nell’ambito del Silver Clef Winners a favore del Nordoff-Robbins Music Therapy Centre che si occupa della musicoterapia per i bambini diversamente abili. La line-up prevede artisti del calibro di Eric Clapton, Dire Straits, Jimmy Page e Robert Plant, Genesis, Elton John, Cliff Richard, Paul McCartney, Tears For Fears, Status Quo e dulcis in fundo i Pink Floyd di David Gilmour, Nick Mason e Rick Wright che chiudono le danze sotto una tipica pioggia inglese che però non fa desistere i numerosissimi spettatori dall’assistere fino alla fine proprio all’esibizione più attesa.

I Pink Floyd sono reduci dall’album del 1987 “A Momentary Lapse Of Reason”, il primo senza Roger Waters, allontanatosi dal gruppo tra scartoffie di avvocati e accese polemiche nel 1983 all’indomani della pubblicazione dell’album “The Final Cut” (titolo profetico a quanto pare n.d.r.). All’album del 1987 fa seguito il fortunato tour mondiale che prende il nome di “Delicate Sound Of Thunder” che viene pubblicato in un doppio album nel 1989. Il chitarrista David Gilmour prende le redini della band e, pur non trascurando l’importante passato, da il suo apporto con brani nuovi di stampo più rock, allontanandosi dalle visioni bellico-distopiche di Waters.

In occasione del concerto di Knebworth, i tre superstiti sono accompagnati da session men di primo’ordine, tra cui Guy Pratt al basso, Tim Renwick alla chitarra, Jon Carin alle tastiere, Gary Wallis alle percussioni (che rimarranno nella line-up fino al 1994) e da ospiti d’eccezione come Michael Kamen alle tastiere, Candy Dulfer al sax e Clare Torry tra le coriste. Quest’ultima è la voce originale che nel 1973 cantò nel brano “Great Gig In The Sky” all’interno dell’album capolavoro “Dark Side Of The Moon” (album che ha venduto 50 milioni di copie in tutto il mondo e che è tutt’ora presente nella Billboard 200 con più di 930 settimane di permanenza di cui 741 consecutive! n.d.r.). Clare Torry torna dopo 17 anni a cantare i suoi vorticanti vocalizzi in uno dei pezzi più iconici della band, e stavolta dal vivo!
La performance dei Pink Floyd dura soltanto 55 minuti, un tempo brevissimo se paragonati agli standard dei loro concerti che arrivano ad una durata di circa tre ore, ma lasciano il segno con una scaletta di 7 pezzi presi dal repertorio storico che incantano gli oltre 120.000 spettatori dell’evento.

Aprono con “Shine on You Crazy Diamond (parts 1 – 5), che con i suoi oltre 11 minuti ci ricorda la breve e tragica sorte del primo chitarrista e fondatore della band Syd Barrett, persosi nei meandri della sua mente e nelle droghe artificiali.

Segue l’onirica “Great Gig Tn The Sky” che, come detto, vede alla voce la cantante originale del disco fare da contraltare al pianoforte di Rick Wright ed alla chitarra slide di David Gilmour.

A seguire “Wish You Were Here” tratta dall’album omonimo del 1975, una ballad acustica che richiama la nostalgia per qualcuno che non c’è più e vorremmo fosse con noi (pezzo dedicato ancora a Barrett).

Unica concessione al nuovo album è “Sorrow”, che si apre con una chitarra dal sound distorto e profondo e si sviluppa in un crescendo rock fino all’assolo finale da manuale di Gilmour.

Money”, anch’essa tratta da “Dark Side Of The Moon”, è un’aspra critica al mondo delle case discografiche e al turbinio di soldi che girano nello show-business. Anche qui la chitarra di Gilmour e il sax di Candy Dulfer duettano alla grande, non facendo rimpiangere la versione del disco.

Dall’album “The Wall” vengono eseguite una dopo l’altra “Comfortably Numb”, che a detta di molti ha uno degli assoli di chitarra più belli della storia del Rock, e la rutilante e asfissiante “Run like Hell” che chiude in un tripudio di applausi e fuochi d’artificio la performance dei nostri eroi e l’intero show.
Nello stesso anno viene pubblicata la VHS (e successivamente qualche anno dopo il DVD) dell’intero concerto che però vede, per motivi di durata, la sola presenza degli ultimi due brani del set dei Pink Floyd.

Fino ad oggi le tracce di questo mini-concerto erano ascoltabili solamente all’interno del cofanetto “The Later Years 1987 – 2019” pubblicato il 13 dicembre del 2019, ma dal 30 aprile 2021 l’album è uscito in doppio vinile, CD e sulle più importanti piattaforme digitali per la gioia dei collezionisti e dei fans più assidui.
Tutti i brani sono stati remixati da David Gilmour e Andy Jackson, mentre il nuovo artwork e le foto sono curate da Audrey “Po” Powell degli Studi Hipgnosis e Peter Curzon di Storm Studios.



Fonte: Antonio D’AMBROSIO - Platea Magazine

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