Festival di Sanremo: la Rai recluta coppie per il Teatro Ariston

26-01-2021 12:04 -

Continua a far parlare questa nuova edizione del Festival di Sanremo, ancora alle prese con i nuovi Dpcm emanati dal governo ed in vigore fino al 15 marzo.

La macchina organizzativa della kermesse è ormai a pieno regime e non si può tornare indietro ma il braccio di ferro tra la Rai e il Prefetto di Imperia non può che creare grandi disagi agli organizzatori.
In un Paese che da circa un anno è in piena emergenza sanitaria, per via del Covid19, a pagarne di più le conseguenze è proprio il settore degli eventi. Un anno che ha tenuto fermo un intero comparto, artisti di ogni settore, tecnici, macchinisti, operatori e direttori di produzioni, ingegneri e tecnici del suono, un settore che vede uno spiraglio di ripartenza proprio nell'evento sanremese.

Così tra alti e bassi e diversi incontri ai vertici Rai con il Direttore Artistico Amadeus si giunge ad una conclusione, creare un pubblico ad hoc per le cinque giornate del Festival e aprire le porte del teatro con un minimo di presenze. Dopo il tam tam sui social e diverse polemiche dalle associazioni di categoria del mondo dello spettacolo, la notizia della ricerca del pubblico per il teatro Ariston diventa ufficiale.

La Rai sta cercando figuranti che occupino le poltrone del teatro Ariston. Per gli interessati sarà necessario inviare una richiesta mail (ufficiofigurantisanremo@rai.it) e allegare le proprie foto. Due saranno i requisiti fondamentali: essere conviventi (quindi la Rai accetterà solo "coppie") e sottoporsi ad un tampone nei giorni precedenti la prima convocazione. Quindi per la prima volta il teatro dell'Ariston sarà occupato da figuranti o invitati e non da pubblico pagante".

Ad ironizzare sulla questione del reclutamento del pubblico è proprio Fiorello che insieme ad Amadeus condurrà la 71^ edizione del Festival.
Fiorello, ospite nell'ultima puntata di “Che tempo che fa”, in video conferenza, sorridendo dichiara: "L’Ariston in quelle cinque serate non è più un teatro ma uno studio televisivo. Da pubblico pagante a pubblico pagato è un attimo. Sarà quello: avremo il pubblico di C’è posta per te, gli stessi”.

È giusto tutto questo ? Forse si, forse no ma di sicuro è certo che il momento storico che stiamo vivendo ha comportato cambiamenti sostanziali e abbiamo bisogno che l'arte ritorni ad esserci, anche con nuovi modi, l'importante è che tutti ritornino a vivere del proprio lavoro. Il lavoro è dignità e l'arte è essenziale.








Fonte: Platea Magazine