La rete dei festival lancia l'appello al Premier Conte per un sostegno alla musica e allo spettacolo dal vivo e alle aziende che investono nel settore

14.04.2020

La Rete dei Festival lancia l'appello al Premier Conte per un sostegno alla musica e allo spettacolo dal vivo e alle aziende che investono nel settore.
Tutte le proposte per sostenere i produttori che fanno girare l'economia della musica

Inutile sottolineare il drammatico momento che il nostro Paese sta vivendo: siamo tutti uniti per sconfiggere la pandemia e per sostenere chi è in prima linea in questa battaglia per permettere al più presto di ritornare ad una normalità che siamo convinti arriverà.

Contemporaneamente è necessario però pensare al futuro affinchè non sia più difficile della pandemia stessa e che vanifichi gli sforzi che stiamo sostenendo.

Ovviamente ci auspichiamo, una volta passata questa fase e in totale sicurezza, la pronta ripresa di tutte le attività economiche comprese le attività musicali, culturali, artistiche e di aggregazione sociale.

Siamo però in una fase di grande emergenza e sono apprezzabili gli sforzi da parte del Governo, con la convinzione che tutto è migliorabile e integrabile, ma dare segnali di sostegno in questo momento al tessuto economico e alle famiglie è di grande importanza. Speriamo che i provvedimenti vadano verso una direzione di sostegno ancora più concreto per alleviare le perdite che non potranno mai essere recuperate da parte delle aziende.

"Chiediamo al Premier Conte - afferma Giuseppe Marasco della Rete dei Festival , che raduna oltre 100 tra festival e contest per indipendenti ed emergenti e promoter e organizzatori di eventi dal vivo - di affrontare un'annoso problema che ancora di più diventa pesante in questo periodo storico, in un momento dove la liquidità è fondamentale e si sta ricorrendo a vari strumenti per sopperire a questa mancanza; chiediamo un impegno serio, concreto e immediato per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione verso le aziende e in particolare verso gli operatori culturali, organizzatori di eventi musicali e di spettacolo che hanno completamente ferme le proprie attività e che spesso più degli altri non sono nelle condizioni di intravedere la luce in fondo a questo tunnel".

Questa è una liquidità per le aziende senza costi, anzi una liquidità che grava da mesi sui bilanci e sulle attività finanziarie degli operatori. Ci sono Amministrazioni che sono in ritardo sia nelle liquidazioni ma anche nelle valutazioni di rendicontazioni su progetti locali, regionali, nazionali ed europei.Tutti i pagamenti del 2019 e 2020 confermati per tali aziende vanno quindi saldati quanto prima affinche' tali pagamenti non arrivino quando l'azienda e' oramai chiusa per fallimento.

Si tratta di risorse finanziarie già tra l'altro spese dalle aziende e già vitali prima dell'emergenza figuriamoci in questo momento. E' necessario sollecitare e far andare avanti queste liquidazioni anche in un regime di smartworking e sbloccare tutti i pagamenti già rendicontati e ampiamente garantiti.

Inoltre, si invita a fare si che vengano sbloccate tutte le richieste di Iva a credito da parte delle Aziende fornendo a queste tutta l'Iva che devono percepire dallo Stato e di procrastinare a fine anno tutti i pagamenti fiscali di ogni genere e tipo (Tari, Irpef, Iva, sostegno ad affitti, etc.) per un settore che deve trovare, oltre a sostegni diretti a fondo perduto per gli ingenti fatturati persi da marzo, anche sostegni diretti come persone fisiche e famiglie al pari dei lavoratori, trattandosi di un settore che gira grazie agli investimenti di tali figure al momento ancora senza sostegni: produttori, editori, organizzatori di festival, fiere, sagre, feste popolari e religiose e contest, promoter e club.
Indispensabile e' quindi che tali figuri rientrino nei sostegni del Decreto Cura Italia che sta per essere approvato inserendo le figure dei produttori, promoter, organizzatori di festival e club , veri e propri motori dell'economia musicale del paese.
Infine, L'invito è di non far precipitare il Paese in un blocco prolungato per troppo tempo e a porsi seriamente la domanda se decisioni affrettate potrebbero portare non solo a livello economico ma anche sociale, ludico, aggregativo, turistico, culturale e identitario, a danni totalmente irreparabili e irrecuperabili.

La filiera produttiva legata a questo tipo di iniziative e manifestazioni rappresenta e si ripercuote su centinaia di migliaia di posti di lavoro ( oltre ai lavoratori diretti composti da promoter, produttori, editori, autori, artisti, interpreti, musicisti,cantanti, dj, vocalist, service impianti audio e luci, tecnici, rider, uffici stampa, videomaker, fotografi, sicurezza e tanto altro anche l'indiretto tra allestitori, impiegati, manovalanze, albergatori, ristoratori, ambulanti, studi professionali, agenti dei diritti, ecc.) che rischiano altrettanto dal punto di vista economico.

Chiediamo anche un impegno concreto e fattivo nella fase di rilancio della "normalità". La vita sociale e di aggregazione espressa nelle nostre iniziative e attività non può essere soffocata o ignorata considerandolo un bene/servizio secondario o addirittura terziario quando invece siamo di fronte a uno dei piu' importanti comparti italiani come volano economico e turistico. Chiediamo un impegno di investimenti, di bonus a fondo perduto per le aziende con particolare riferimento alle piccole e micro imprese che sono quelle ad alto tasso di innovazione ma piu' fragili economicamente e a forte rischio di chiusura, di bonus per la fruizione di concerti e spettacoli dal vivo, di un alleggerimento dei costi da sostenere dal punto di vista delle norme burocratiche e di agevolare seriamente gli operatori professionali del settore che rappresentano una delle punte di diamante con la musica italiana il vero Made in Italy nel mondo.

Dott. Giuseppe Marasco