18 Settembre 2021
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IN PLATEA CON… “TAVO”

23-01-2021 21:51 - In Platea con
L'8 gennaio 2020 è stato pubblicato il nuovo singolo di Francesco Taverna in arte TAVO: “RIVOLUZIONE”.

TAVO, è un cantautore alessandrino classe 1993 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri, ottenendo riconoscimenti come "Miglior performance live".

Viene definito come "Uno tra i profili più interessanti del panorama indie italiano” con il suo album d'esordio "Funambolo” (Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall'equilibrio instabile.

Ore 17,00 del 22 gennaio 2020, inizia la mia chiacchierata con un'artista che ha tanto da raccontare e soprattutto tanto da far ascoltare, la sua grande curiosità lo porta ad esplorarsi e ad esplorare quello gli accade intorno, questo comporta la scrittura di testi sicuramenti non banali e ogni suo progetto acquista di volta in volta un senso ed una crescita.

Ad inizio telefonata scopro che è il compleanno di Francesco, sorpresa da questo penso, come ogni volta, quando parlo con un'artista che è lui a fare un regalo a me raccontandomi il suo mondo e la sua musica, Grazie.

J: Ciao Francesco, Buon Pomeriggio.
T: Ciao Jennifer.

J: In questi giorni mi sono chiesta e richiesta perché come nome d'Arte “Tavo”, mi sono detta forse per via del cognome, è giusta questa mia osservazione?
T: Giustissima, è dalla prima elementare che mi chiamano Tavo facendo riferimento al mio cognome così ho deciso che sarebbe stato il mio nome d'arte.

J: Mi piacerebbe iniziare questa chiacchierata parlando del tuo secondo album “THEIA” uscito il 5 maggio 2020. Cosa hai voluto raccontarci attraverso questo progetto?
T: Theia è il nome di un pianeta gigantesco che a causa di un errore nella sua orbita si è diretto verso la terra, da questo impatto i detriti generati, attraverso la legge d'attrazione gravitazionale, si sono radunati e sono andati a formare quella che noi oggi conosciamo come Luna. Ho scelto questo nome in quanto va a dimostrare come da alcuni grandi errori possono nascere grandi possibilità, la luna è stata l'unica possibilità della vita di esistere sulla terra , come scrive lo scrittore Roberto Mercadini : “la luna è un Eva strappata dal fianco della terra” perché appunto è fatta della stessa materia della terra e quindi in questo album parlo del concetto di “tutt'altro che diversi”, per esempio nella canzone “il tempo di ballare”, dedicata a mia madre, esprimo proprio questo concetto, nonostante la distanza, perché sono cresciuto con i miei nonni per una scelta logistica, io e mia madre siamo fatti della stessa materia e quindi tutt'altro che diversi .

J: THEIA contiene sei tracce, ti chiedo di trovare un aggettivo o commento breve per ognuna.
T: L' EP si apre con la canzone L'astronauta e l'indiano non a caso, erano due giocattoli con cui giocavo da bambino e li ho immaginati come due personaggi che mi portavano all'interno di questo viaggio, come Virgilio fa con Dante, questa canzone rappresenta “l'inizio del viaggio”.
Il tempo di ballare: Tutt'altro che diversi - Annabelle: l'amore oltre il tempo – Sott'odio: un barattolo con dentro tutto quello che non mi piace – Gange: la fine di un amore – Notte: la fine di questo viaggio, la meta, la destinazione.
Tutto l'album ruota attorno ad uno spazio che non è solo Astrale ma è soprattutto interiore.

J: L'8 Gennaio è uscito ed è in rotazione radiofonica il tuo nuovo singolo “Rivoluzione”, fa parte di un nuovo progetto discografico?
T: Stiamo lavorando per terminare il disco ma ancora non so cosa verrà deciso, l'obiettivo per me è quello di uscire quando ci sarà realmente l'opportunità di portarlo in giro, cerco di dare tanto valore ai miei progetti e do tanto valore ai concerti.

J: Rivoluzione lo hai scritto in momento in cui ti sentivi solo ma non è scaturito solo da questo. Ci racconti come è nato?
T: Si, l'ho scritto in un momento di solitudine a febbraio. Mi è pesato non poter stare con gli altri per via del covid19 e poi una persona a me molto cara non è stata bene e nel momento in cui dovevo starle accanto per “reggere i pezzi” che avrebbe perso nel corso della malattia, mi sono reso conto che l'attaccamento alla vita può rendere le persone gigantesche ed è stata questa persona a stare davanti a tutti. RIVOLUZIONE come i pianeti che ruotano e tornano sempre al punto di partenza immutati e immutabili e se tornano mutati è sicuramente un mutamento più solido.

J: Scrivere Rivoluzione ha significato per te una risalita?
T: La risalita è stata pubblicarlo, scriverlo mi ha fatto rendere conto di essere stato uno spettatore di un grande documentario sulla vita. Questo momento che abbiamo vissuto mi ha insegnato tante cose, mi ha insegnato che il coraggio è qualcosa di molto più grande rispetto a quello che pensavo, da cui si può imparare. Sicuramente scrivere questo brano, vederlo su carta come rielaborazione di un pensiero mi è servito per metabolizzare ciò che stavo vivendo.

J: Nel testo si parla della Paura ed esorti a non aver paura. Tavo di cosa ha paura?
T: Mi sono sempre posto come obiettivo arrivare a 30 anni felice attraverso quello che faccio, lavorando attraverso la mia passione. Forse la mia paura più grande è arrivare a quei 30 e non esserci riuscito. Fare questo lavoro è un “atto di fede” che io ho stipulato e mi auguro per molto tempo.

J: C'è qualcosa, un momento, che ti ha rivoluzionato la vita?
T: Durante il lockdown Il silenzio che ho vissuto in casa, la prima volta che ho percepito la solitudine. Questa rivoluzione dentro me mi ha portato ad imparare a stare solo con me stesso, a non aver paura dei pensieri, a non aver paura della paura.

J: Come è cambiato il tuo stato d'animo dalla pubblicazione di THEIA alla scrittura di RIVOLUZIONE?
T: Non è cambiato molto, quello che posso dirti che stringo di più i denti e mi rimbocco di più le maniche.

NON CI RESTA CHE ASCOLTARE “RIVOLUZIONE” E FARSI TRASPORTARE OLTRE LA PAURA.




Fonte: Jennifer Iacovino - Platea Magazine
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