16 Agosto 2022
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IN PLATEA CON... "RENANERA"

19-05-2022 09:30 - In Platea con
Un anno fa incontravo Unaderosa - cantante, compositrice, autrice dei testi e cofondatrice dei Renanera, gruppo composto dalla stessa e da Antonio Deodati, per chiacchierare su "Terra de Camenà" - album che racconta: "la Basilicata di ieri, ancora molto viva nella contemporaneità" - come la stessa autrice dichiara.

Il 6 maggio 2022 è uscito il nuovo album: "L'uomo torna mare" - un nuovo progetto discografico, un nuovo messaggio di un gruppo sempre attento a ciò che crea: attento ai testi, attento alla musica, attento all'animo di chi li ascolta.

Potevo non rincontrare Unaderosa?

Jennifer: Iniziamo con una notizia Flash - i Renanera tornano live. Quando? Cosa dobbiamo aspettarci?
Unaderosa: Torniamo sulle nostre adorate tavole di legno, il 27 maggio a Tursi. Sicuramente dovrete aspettarvi qualche strafalcione da parte mia perché mi sento “stanca, vecchia e fuori moda” , come dico nella traccia “Muntagn ‘e munnezz”, ma per fortuna Antonio e Marco Deodati, il nostro chitarrista, sono prontissimi e sapranno come coinvolgere il pubblico.





J: "L'uomo torna mare" è il vostro nuovo album uscito il 6 maggio. Come è arrivata l'idea di questo nome e cosa racconta?
U: Abbiamo scelto questo titolo una settimana prima della pubblicazione del disco.
Una volta chiuso del tutto il progetto, “L’uomo torna mare” ci è sembrata la sintesi adatta a racchiudere il senso dell’intero album, che è un ritorno all’essenza, alla verità, alla propria visceralitá, in un periodo storico in cui sembra che il tempo a disposizione sia terminato e che sia quindi opportuno vivere di attimi , rendendoli preziosi come fossero “riti”.


J: In alcuni brani come "Che tarantella" denunciate una società troppo permissiva che non progredisce, che nasconde la sporcizia sotto il letto invece di gettarla. “L’uomo torna mare” è un album di risveglio? cosa volete che resti nell'animo di chi l'ascolta?
U:“Che tarantella” sottolinea il menefreghismo di quelle persone a cui basta che le cose vadano bene per “loro”.
È un po’ un “ma si, balliamoci sopra”, infatti il ritornello recita “moriamo di fame ma abbiamo la tarantella”.

Ovviamente la nostra polemica e il nostro dissenso, sono rivolti allo spreco assoluto di quei fondi pubblici che purtroppo non bastano mai a risanare davvero quegli “squarci” enormi all’interno del sistema scolastico e della sanità.
Il testo è abbastanza esplicito e spiegarlo sarebbe più complicato che comprenderlo ascoltandolo.
Non so cosa possa restare agli altri del nostro punto di vista, spero però che il mondo possa risvegliarsi da questa ipnosi di massa.


J: Nell'album c'è dissenso ma c'è anche?
U: C’è anche sarcasmo, ironia, visceralità, passionalità. Sicuramente ci siamo NOI, maledettamente veri.

J: Un progetto discografico curato in ogni dettaglio, anche la copertina rispecchia il messaggio. Come nasce la collaborazione con Alberto Barra?
U: Alberto Barra e Antonio Deodati si conoscono da sempre perché sono legati da una parentela, oltre che da un affetto e una stima reciproca.
Io ho seguito il percorso artistico di Alberto, in maniera piuttosto defilata, godendo però dei sui dipinti e scoprendo man mano l’evoluzione e la crescita della personalità e dell’unicità di Alberto. Un giorno gli ho detto “Ti mando il nuovo album. Mi piacerebbe moltissimo che fossi tu a realizzare un quadro che possa racchiuderlo in un’immagine diretta e preponderante”.

Dopo un paio d’ore, il suo pesce spada era già lì che si agitava tra le onde per liberarsi da una “rete immaginaria” - quella che gli impedisce di essere se stesso e che io identifico nell’attuale “società”.
Quindi nel dipinto di Barra, c’è la sintesi così come la metafora de “L’uomo torna mare”.



J: Alcune tracce de “L’uomo torna mare" compongono la colonna sonora del film" "La notte più lunga dell'anno" - come è stata scelta la vostra musica per questo film? come è stata questa nuova esperienza?
U: L’esperienza è stata molto formativa. Il regista Simone Aleandri ha scelto “Ballatarantella” come colonna sonora del suo film, ritenendo che fosse il brano che racchiude il senso del suo lungometraggio.

Poi ha intuito che potevamo essere proprio noi a realizzare tutte le musiche del film, perché è stato colpito dalla nostra ecletticità.
Ovviamente non mi sto vantando, anzi, è stato piuttosto impegnativo passare dalla musica dance, ai brani pianistici, misurarsi addirittura con un Madrigale di Gesualdo da Venosa e scrivere anche brani come “Luce dal sud”, dedicato proprio a “Luce”, il personaggio che Ambra Angiolini interpreta nel film.


Ma è stata un’opportunità per scoprire che ci piace proprio tanto realizzare musiche per film e infatti, abbiamo lavorato ad una produzione londinese, con il produttore Alessio Bergamo per un film di Tim Kent. Un thriller straordinario. Ve ne parleremo quando verrà pubblicato il film.

J: Pensando al futuro - i Renanera comporrebbero musiche per un film che parla di?
U: Qualunque “soggetto” è il benvenuto! Ormai ci abbiamo preso gusto!

J: Al nostro Sud cosa vuoi dire? Che canzone dedichiamo?
U: Mi sento di dire “basta piangersi addosso”. Il brano che vorrei dedicare alla mia Terra è “Lazzari felici” di Pino Daniele.


Grazie infinite Jennifer per questa piacevole chiacchierata e grazie a chiunque abbia dedicato il suo tempo prezioso per leggerci.
Bless!



Grazie a Te, Grazie Renanera.


Fonte: Jennifer Iacovino

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