29 Settembre 2022
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IN PLATEA CON... "LUCA MENEGHELLO"

22-07-2021 15:36 - In Platea con
Ci sono interviste ed interviste, quella di oggi racconta la nascita del progetto musicale “CROSSOVER” – creato da Luca Meneghello e Michele Fazio feat Alex Carreri e Martino Malacrida, ma racconta anche la personalità di un musicista, pieno d'esperienza e sensibilità che si mette in gioco sempre, perché come dice lui: la musica è crescita, ricerca continua e tutto questo è senza fine.

È quell'intervista che alla fine della lettura ti lascia una morale, almeno per me è stato così.

Con me al telefono Luca Meneghello, chitarrista tra i più ricercati della scena musicale italiana, storica la sua collaborazione nei dischi di Mina e non solo.

Jennifer: Buon pomeriggio Luca
Luca: Buon pomeriggio.

J: Mi piacerebbe iniziare subito a parlare del nuovo progetto. Come nasce la collaborazione con Michele Fazio e come nasce l'dea di questo Disco?
L: Con Michele Fazio ci conosciamo da tanto tempo, abbiamo lavorato insieme. L'idea di creare qualcosa c'è sempre stata, poi in modo naturale è arrivato questo momento. “Crossover” racconta tutte le nostre influenze musicali, è il racconto “attraverso la musica” di tutte le nostre contaminazioni.

J: Nel disco c'è anche la collaborazione di Alex Carreri e Martino Malacrida, perché questa scelta?
L: La pre-produzione dell'album inizialmente è stata creata da me e Michele, in seguito abbiamo deciso di inserire la ritmica, conoscevamo Carreri e Malacrida e ci è sembrata l'accoppiata giusta per il nostro album.

J: “Crossover” cosa racconta musicalmente? Cosa vuole evocare?
L: Rappresenta una sorta di viaggio, che può essere anche un viaggio interiore che fortunatamente la musica ti permette di fare. Con la musica sei in parallelo tra quello che è fuori di te e dentro di te.

J:Soprattutto se si ascolta esclusivamente un disco strumentale come il vostro.
L: Certo, perché non avendo la parte legata alle parole non si è vincolati ad un testo, quindi l'immaginazione ha uno spazio maggiore. Questo disco è un viaggio, anche la scelta della copertina lo rappresenta, le immagini che abbiamo scelto sono molto correlate alla nostra vita e a quello che suoniamo.

J: In “Crossover” è presente:” Journey Of The Soul” dedicata a Marco Mangelli, scomparso poco tempo fa. Cosa vi ha portato ad omaggiarlo?
L: Marco Mangelli è stato un grandissimo bassista, ha fatto parte della nostra vita musicale in diversi periodi storici. Ci sembrava doveroso dedicargli un momento e creare un brano che fosse il piu possibile inerente al nostro ricordo di lui e “Journey of the soul” lo è.

J: Avete in programma di promuovere il disco in giro quest'estate?
L: Per la creazione del disco, per evitare di creare un album solo in studio, abbiamo fatto dei concerti, volutamente prima di registrare, per fare in modo che la musica fosse il piu naturale possibile, spontanea. Quindi c'è già stato un pre-live del disco. Adesso stiamo cercando di organizzare un mini tour, sicuramente in autunno.

J: Per un artista con grande esperienza, cosa significa fare il musicista oggi rispetto a ieri? Cosa è cambiato?
L: Sono cambiate tantissime cose rispetto a qualche tempo fa. Quando ho iniziato io, verso la fine degli '80, c'era ancora uno spazio legato ai musicisti, c'erano luoghi di ritrovo dove si ci poteva incontrare, suonare, stare insieme, scambiarsi opinioni e sperimentare. Questa cosa è cambiata tantissimo. Adesso, e lo vedo anche tra i mie alunni perché insegno, che tutto questo si è spostato in rete, nelle case. Oggi mi sembra che il modo di fare musica sia diventato piu individualista e questo credo sia l'aspetto negativo. La musica è un momento di scambio, si fa insieme agli altri. La cosa positiva è che la rete dà la possibilità di attingere a qualunque informazione e chi oggi si approccia ad uno strumento ha a dispozione un universo di possibilità che permette in molto meno tempo di assimilare informazioni. È tutto molto piu veloce, i musicisti diventano molto piu bravi tecnicamente in meno tempo, c'è questa preponderanza di tecnicismo incredibile ma penso che la musica sia espressione di vita, bisogna vivere qualcosa per poterla poi esprimere. Tecnica e sperimentazione con gli altri, devono camminare insieme. Ora ci sono tanti mezzi che non c'erano una volta e se a questa cosa positiva, si aggiunge lo sperimentare insieme, c'è tutto quello di cui si ha bisogno per fare musica.

J: Dopo tanto tempo cos'è che ti spinge ancora a fare musica?
L: Credo non ci sia una fine. Si può sempre fare meglio qualcosa, non c'è una fine nella conoscenza e nel migliorarsi, una volta capito questo si evitano un sacco di frustrazioni. Quando si inizia a suonare ovviamente c'è la voglia di diventar bravo e nel momento in cui arrivi all'obiettivo preposto ti accorgi che davanti a te ci sono altri mille obiettivi, quindi e in quel momento che capisci se realmente si ha una passione vera. La passione ti porta a ricercare, ad elaborare, scoprire e migliorare. Il bello della musica è la consapevolezza che questa cosa è senza fine.

J: Per un musicista sempre alla ricerca come te e con la voglia di scoprire cose nuove, com'è il tuo rapporto con i social, con internet?
L: Vivo in maniera positiva questa evoluzione. Quando ho iniziato a suonare non esistevano i social e c erano dei grossi limiti per farsi conoscere. Oggi con un video chiunque arriva a te e può conoscere chi sei e la tua musica. Per me è un aggiunta e quando faccio un video cerco di far capire quanto è importante la dimensione di un musicista perché molte volte non viene catturata l'importanza di un determinato strumento. È molto positivo il mio approccio con i social.

Ansiosa nel fare quest'intervista la termino con una grande gioia nel cuore e ascoltando “CROSSOVER” non si può altro che immaginare un percorso fatto di musica che ti porta oltre ogni confine.

Grazie Luca.






Fonte: Jennifer Iacovino

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