25 Luglio 2021
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“A costo di non tornare” di Francesco Camattini

04-05-2021 03:00 - Emergenti
Questo disco fortemente radicato nella contemporaneità, nasce dell’esigenza di mettere in scena persone, storie e suggestioni poetiche capaci di risvegliare, a livello individuale e collettivo, un alto senso di responsabilità verso gli altri e verso il Pianeta che ci ospita. Un’affermazione, in fondo, che tra i compiti degli Artisti c’è quello di riconoscere gli elementi critici del presente e offrire un punto di vista originale e una “pista”
possibile da percorrere.

Per questo il disco ospita una canzone come “Capitana”, dedicata a Carola Rackete che ha agito mossa da un profondo senso di umanità e nella quale si può scorgere una sorta di Antigone contemporanea che sfida la legge – e la sua oppressione fisica e morale - per realizzare ciò in cui crede. Nella rivisitazione in chiave elettronica de “Il testamento del capitano” (brano inciso nel nostro immaginario collettivo) Camattini mette in
scena e fa trasparire uno struggente inno alla pace, attraverso la voce di un alpino che detta le sue ultime volontà ai suoi compagni di lotta. Una canzone tradizionalmente legata al primo conflitto mondiale diventa così una sorta di “beatitudine laica” e un’invocazione di pace.

Con questo nuovo lavoro l’autore ha messo in musica una sorta di Libro delle Beatitudini del nostro tempo che trae libera ispirazione (e anche per questo “tradisce”) dalle “vere” beatitudini:

Ho dato voce a chi – a mio avviso - contribuisce alla costruzione di una Pace concreta tra uomini ma anche tra uomini e la natura...ho dato voce agli umili e agli oppressi, ho dato voce alle madri dei figli scomparsi perché torturati dallo Stato e che aspettano ancora giustizia per la violenza subita...per questo ho dedicato una canzone a Piazza Tahrir in cui si ritrovano riuniti i nomi di Giulio Regeni, Stefano Cucchi, Ilaria Alpi e Federico Aldrovandi, figli di un Italia a due “facce”: dal grande cuore e solidale e che si ingegna a coprire le nefandezze dei suoi grigi “impiegati”.

Camattini poi ha messo in musica un toccante testo tratto da “La vita è sogno” di Calderon de la Barca che è diventato il testo de “Sueña el Rey”, nel quale da un lato compare l’inganno in cui vivono costantemente i ricchi e i potenti contrapposti - per contrasto – chi vive nell’ombra cercando semplicemente una vita onesta. “In questo mio lavoro”, -spiega l’autore, “le vere e proprie canzoni sono scandite da alcuni versetti musicati in forma di brevi corali in stile contemporaneo, versetti che enucleano delle Beatitudini sui generis, un omaggio a quelle “vere” troppo alte per essere cantate in un disco in cui è l’umano e solo l’umano a dover fare i conti con se stesso.”
Il disco si chiude con un corale a quattro voci le cui parole sono liberamente ispirate ad una frase di I. Calvino di grande potenza e che l’autore riscrive con un pizzico di ironia: “L’Inferno è il tempo che condividiamo, il Paradiso il sogno di un Marxiano, per realizzarlo occorre vigilare, far spazio al Bene e riconoscere dove è il Male”.

Tra le collaborazioni musicali di questo disco: Roberta Baldizzone (arrangiamenti), Alessandro Sgobbio (arrangiamenti), Leonardo Morini (arrangiamenti), Francesca Cassinari, Ewa Lusnia, Roberto Rilievi, Glauco Zuppiroli, Simone Conti, Fabiano Corso.

“A costo di non tornare” – Track list
1.Introduzione
2.Capitana
3.Beati i puri di cuore 4.Piazza Tahrir
5.Beati gli operatori di pace 6.Il Testamento del capitano 7.Fischia il vento
8.Beati i poveri in spirito 9.Sueña El Rey
10. Beatii misericordiosi
11. La notte della Repubblica
12. Tempo Flessibile (parte II)

Biografia

Francesco Camattini ha esordito nel 2000 (con il cd “Le nove stagioni”) come autore e interprete di canzoni che si inseriscono nel solco della tradizione autorale italiana, cercando contemporaneamente di “continuarla e di trascenderla”: sempre attento alla ricerca di nuovi orizzonti poetici e di senso, Camattini si è confrontato con i miti di ieri e gli idoli della contemporaneità (con i cd: Ormeggi, 2003, Fine della storia, 2007) con la Crisi e la precarietà (con i lavori Crazy Crisi 2010, Opera PoPolare Interinale 2011; Solo vero Sentire 2015) e mettendo in scena gli omonimi spettacoli musicali Opera PoPolare Interinale (2011) e Crazy Crisi (2012).
Ha “prestato” la voce alle caustiche canzoni di Boris Vian all’interno delle iniziative realizzate dalla Fond’Action Boris Vian di Parigi in memoria dell’artista (Teatro Due - Parma).
L’ultimo lavoro di Francesco Camattini si intitola “A costo di non tornare” un disco fortemente radicato nella contemporaneità che affronta, in modo poetico e trascendendoli, alcuni temi cruciali come le migrazioni, il cambiamento climatico, il non senso delle diseguaglianze sociali.
Appassionato di formazione e educazione interculturale, Francesco Camattini, ha messo in scena – con i docenti e i musicisti del Liceo Musicale Bertolucci, “Opera Migrante” (dedicato a Thomas Sankara). Dal 2013 dirige il coro del Centro Interculturale di Parma. Alla realizzazione dei suoi dischi hanno partecipato tra gli altri: Alessandro Sgobbio, Matteo Mela, Lorenzo Micheli, Enrico Lazzarini, Alberto Miodini, Davide Carmarino, Achille Succi, Niccolò Bossini, Gregorio Buti, Antonio Marangolo, Roberto Bonati; Leonardo Morini, Roberta Baldizzone, Simone Conti; Nicole Brandini e Glauco Zuppiroli
Francesco è dirigente scolastico a Cremona, divide la sua vita e. la sua passione per la musica con la moglie Rita ed il figlio Emanuele.

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