CLAUDIO BAGLIONI 60 ANNI DAL PRIMO PALCOSCENICO e IL CONGEDO DEFINITIVO DALLE GRANDI ARENE INDOOR

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Tutto comincia nel 1964, quando CLAUDIO BAGLIONI, appena tredicenne, sale per la prima volta su un palco: partecipa a un concorso di voci nuove a Centocelle, dove vive a Roma, e canta il brano di Paul Anka “Ogni volta”.

Sono i primissimi passi della carriera straordinaria dell’Artista che ha segnato indelebilmente la storia della musica del nostro Paese e che nel 2024, a 60 anni da quel 1964, sceglie di dare il suo saluto finale alle grandi arene indoor portando in scena “aTUTTOCUORE”, la sua opera show più spettacolare e affascinante.

Il gran finale di “aTUTTOCUORE” sarà a Roma il 26 febbraio, nuova e quinta data al Palazzo dello Sport dopo i 6 maxi-eventi di settembre allo Stadio Centrale del Foro Italico.

Claudio Baglioni: gli ultimi mille giorni di musica;

Claudio Baglioni è uno dei cantautori italiani più amati e conosciuti al mondo. La sua carriera, iniziata negli anni ’70, è costellata di successi, sia come solista che come autore per altri artisti.

Nel 2024, Baglioni ha annunciato che si ritirerà dalle scene nel 2026, dopo un tour di addio che lo porterà in giro per l’Italia e il mondo.

In occasione del suo tour di addio, Claudio Baglioni ha pubblicato un nuovo album, intitolato “Dodici note: un racconto”. L’album, uscito il 20 gennaio 2024, contiene 12 brani, tra cui nuove versioni di alcuni dei suoi classici, come “Strada facendo”, “Avrai” e “Mille giorni di te e di me”.

Inoltre, Baglioni già ospite della trasmissione televisiva “Che tempo che fa” di Fabio Fazio, dove ha parlato del suo tour di addio e della sua carriera.

60 anni vissuti in musica, 60 milioni di copie vendute in tutto il mondo in 12 album registrati dal vivo e 17 in studio, tra i quali il disco più venduto di sempre della discografia italiana “La vita è adesso” (4 milioni e mezzo di copie vendute).

Sono i numeri essenziali di una carriera unica e irripetibile: quella di CLAUDIO BAGLIONI, musicista, autore, interprete, che, dalla fine degli anni Sessanta a oggi, è riuscito a conquistare una generazione dopo l’altra, grazie a un repertorio pop, melodico e raffinato, nel quale ha saputo fondere canzone d’autore e rock, sonorità internazionali, world music e jazz, rivoluzionando il concetto stesso di performance live – il primo a inaugurare, nel 1981/1982 la stagione dei grandi raduni negli stadi – in ambito musicale, sociale e televisivo.

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