POLARIS” – tra acid jazz, lounge house, Chicago house, soul e blues – il Primo Album di MANUEL KABALA.

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Polaris” come la stella più luminosa dell’Orsa Minore. Di stelle cadenti, Manuel Kabala, come lui stesso dichiara, negli ultimi periodi ne ha viste davvero tante, da una di quelle stelle è arrivato“POLARIS”, il suo primo album, progetto uscito per l’etichetta Kabala Records, disco fisico già Sould-Out, che si può ascoltare su Spotify: https://open.spotify.com/artist/5lnlDxZncpwNxQgUeMWzHH?si=MM3J4EgoT7GuFCYuxNPDww&utm_source=copy-link.

Un progetto curato in ogni dettaglio: da assoli dal vivo al concept dell’album, che descrive perfettamente a quale tipo di personalità siamo di fronte: un artista italiano che ha la necessità, attraverso le sue produzioni, di esprimere un concetto che lui stesso descrive:

L’AZZURRO – quel confine tra cielo e mare dove puoi metterci tutto quello che vuoi, io ci ho messo la musica, la mia musica”.

Ed è cosi che nasce Kabala Records, la label azzurra che sta riscontrando successo anche per il suo colore azzurro luminoso , attraverso la quale Manuel Kabala esprime tutto il suo mondo. Una Label indipendente che ha l’obiettivo di raggiungere, grazie ai negozi fisici, i festival più importanti di musica elettronica con contaminazioni jazz, dando la possibilità anche ai musicisti di esprimersi all’interno delle relese.

POLARIS” – composto da 6 tracce – nasce a seguito della registrazione di temi eseguiti al pianoforte e successivamente sviluppati in studio, grazie a strumenti e macchine elettroniche. L’artista conduce l’ascoltatore ad un livello pro-jazz, più contemporaneo e frastagliato, meno semplice, più articolato ed è proprio la matrice elettronica che gli dà quel forte distacco dal jazz classico.

Una musica che avvolge, il richiamo della vita che porta energia, il ritmo vitale che conduce oltre ogni confine, il giusto passo che porta all’Azzurro è: “Manuel Kabala”.

Un viaggio nel mondo di un artista, che attraverso la musica che crea, regala, senza riserve, le sue sensazioni, dettate da quello che lo circonda: sguardi che diventano idee, suoni che diventano melodie. Ispirato dalla “Cabala”- una Dottrina ebraica, diretta all’interpretazione simbolica del senso intimo e segreto della Bibbia, il quale è stato trasmesso per tradizione, attraverso una catena ininterrotta d’iniziatori. Non è altro che l’ arte che presume d’indovinare il futuro per mezzo di numeri, lettere, segni… e per Manuel Kabala anche per mezzo della musica.

Il futuro già ci dice che arriverà un nuovo progetto, un LP jazz ibrido con contaminazioni elettroniche e realizzazione di brani tramite suoni utilizzati nelle colonne sonore, con la partecipazione e il supporto di Giuseppe Sangiorgio alla batteria.

Dove ci condurrà questo nuovo progetto? Quale altro futuro ascolteremo? Stay Tuned!

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